Pe
r alcuni anni, durante e dopo la guerra, quando il padre era al fronte e poi prigioniero in America, ha gestito la fornace di laterizi di famiglia a Saline di Volterra e in fabbrica ha vissuto il tempo delle distruzioni di guerra e della ricostruzione post-bellica e conosciuto i problemi operai, dalle agitazioni sindacali alle tensioni politiche, dalla disoccupazione alla morte bianca.

Dopo la laurea (1947), Piero Calamandrei lo volle come suo assistente alla cattedra di diritto processuale civile nell’Università di Firenze e qui, per dieci anni, ha svolto attività didattica e pubblicato vari saggi giuridici. Del suo maestro Piero Calamandrei, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa (1976), Lagorio ha rievocato pensiero e azione in un discorso pronunciato nella Sala dei Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze, pubblicato in più edizioni dall’editore fiorentino Leo S. Olschki.
Vincitore del concorso per l’esercizio della professione forense (1949), classificandosi terzo su oltre cento candidati nel distretto della Corte d’appello di Firenze, da allora ha sempre esercitato l’avvocatura con studio a Firenze. Per circa venti anni è stato consigliere di amministrazione della casa editrice “Felice Le Monnier” di Firenze.
